
«I viaggi sono i viaggiatori. Ciò che vediamo non è ciò che vediamo ma ciò che siamo»

Non voglio parlare dei miei problemi, degli assilli e delle tensioni.
Il motivo è semplice: il solo parlarne mi mette agitazione... ed oggi ho un mal di testa infernale che anche il semplice battere le dita sui tasti mi sta torturando il cervello.
Alcuni post fa' parlai dell'amichettismo. Del giudicare una determinata cosa per amichettismo e lecchinaggio più precisamente.
E be', più passa il tempo e più trovo che tale schifoso fenomeno stia aumentando a dismisura.
Ciò che mi fa ridere è che volano accuse di lecchinaggio da quelle stesse persone che ne fanno largo uso! Che dire... viva la coerenza di tali personaggi insulsi e ricoli!
Una votazione è soggettiva e si basa sui gusti personali. Si vota ciò che ci piace. Questo è sacrosanto.
Ma spiegatemi, perché in una gara in cui TUTTI postano lo stesso soggetto (lavorato diversamente ovvio) come vuole il contest, si preferisce far fioccare i voti del lavoro che presenta imperfezioni ed è fatto di fretta solo perché è stato creato da una persona che ha una certa "fama" e viene osannata da tutti?
Perché invece non premiare il lavoro di quel tizio arrivato da poco ma che ha dimostrato di essere più bravo e preciso, di chi millanta grande esperienza e si erge sul suo piedistallo di grande esperto di niente?
Ah... a tali domande non c'è affatto risposta!
Non è un discorso contro qualcuno in particolare, quanto mie considerazioni personali che non sono tanto contro tali "personaggi famosi" - che meritano certo le lodi - quanto contro gli amebi noob che vogliono avere successo leccando il culo come vacche a chi ritengono possa aiutarli a diventare altrettanto famosi.
A questa gente va tutto il mio biasimo.
A causa loro chi è alle prime armi viene bistrattato. A causa loro chi si impegna a fare un lavoro per ore ed ore, si demoralizza quando scopre che mille altre discussioni ricevono sempre messaggi, mentre loro continuano a latitare a fatica, quasi pregando di ricevere un ben misero commento.
C'è un solo modo per ottenere successo e fama: FARSI IL MAZZO!
Magari impariamo ad attuare tale consiglio, eh!

Ho cambiato nuovamente template. Spero che questo possa piacere.
E' da tanto che non scrivo qui sul blog ma non avevo molto voglia di farlo. Non è corretto lo so, troppe cose però sono accadute e sinceramente non so da cosa incominciare.
Per riassumere direi che la laurea a dicembre mi ha fatto un bel saluto con la manina. E per questo devo ringraziare i miei fessi di relatori, e lo stesso professore, che prima annuiscono per i propositi e poi rettificano fregandoti.
Il fanculo direi che sia rigoroso e sacrosanto, soprattutto perché dopo questo loro bel comportamento, la voglia di mettermi a scrivere la tesi è scemata come un branco d' api.
Ma le disgrazie non vengono mai da sole. Pensavo che almeno avrei potuto trarre da ciò un lato positivo, un po' di calma e che almeno avrei potuto godermi le prefeste natalizie senza l' incubo pressante di esami e laurea in avvicinamento.
Ed invece no... perché evidentemente qualcuno mi odia...
Una settimana di ritardo mestruale. Raramente mi è capitato in passoto, ma converrete con me che dopo che mi è stato tolto un ovaio in seguito ad una cisti di venti centimentri, io sia non poco paranoica e timorosa di vedere anche l'ultimo ed unico ovaio venirmi strappato.
Non è dell'operazione in sé che mi preoccupo - seppur essa giungerebbe nuovamente in una situazione particolare della mia vita, che mi costringerà a dover rivedere i miei piani di laurea - quanto il pensiero di non poter avere figli. Diciamocela tutta. E' quello che più mi preme.
L' adozione esiste, questo anche è vero. Ma la sensazione di avere un bambino che ti cresce nella pancia e che crea con la propria madre un legame profondo e duraturo è un qualcosa impossibile da non desiderare.
E poi... io da sola non potrei adottare proprio nessuno, a meno che non sia figlia di qualche riccone. Ma così non è. Sono una semplice studentessa per ora, forse in futuro maestra, ma di certo non navigherò nell' oro.
E poi sarò da sola. Semmai divenissi sterile, quale uomo intelligente potrebbe desiderare di crearsi una vita con la sottoscritta, anche con tutto l'amore di questo mondo?
Lo vedo nel ragionamento dei miei zii. La fidanzata di mio cugino, loro figlio, ha problemi nel gene della crescita, con un' alta incidenza di sterilità o di dover trasmettere questi stessi problemi ai figli. E loro pensano che proprio per questo mio cugino dovrebbe lasciarla.
E' brutto da dire, ma comprendo anche il ragionamento dei miei zii. Mio cugino sarebbe destinato ad una vita matrimoniale difficile, con alti e bassi, con desiderio di avere figli, ma senza alcuna possibilità, o peggio con il crescere un bambino che non verrà mai apprezzato al cento per cento dalla società. Sono tutte cose che ad un genitore fanno male. Per questo dico che comprendo il loro ragionamento.
Come anche affermo il perché resterò da sola.
Già mi vedo... acida zitella che vorrebbe un figlio senza poterlo avere e per questo diventa astiosa ed antipatica con i bambini che potrebbero anche solo avvicinarla.
Che schifo di vita mi si prospetterebbe... una di quelle realtà che ho sempre odiato ma che sento pesare sul mio capo come la spada di Damocle.
Forse queste sono solo mie paure, magari il ritardo è dovuto ad altro, o al massimo ad una piccola cisti facilmente eliminabile. Ma... non sono mai stata così fortunata in questa mia piatta vita... sono ormai abituata a pensare al peggio...


A volte sento di essere come vittima di congiure...
A volte, di colpo, la gente smette di considerarmi mentre io mi sbraccio dinanzi a loro; mentre parlo a loro; mentre pongo a tutti loro delle domande.
Mi ignorano... semplicemente... come se non esistessi...
Perché questo? Davvero... cosa ho fatto per meritare questo?!
Ipocrisia... sono circondata da ipocrisia.
Se vi sto sulle palle... be' ditelo! Ditemi che non mi volete con voi... ditemi che non voleve che io acceda alle cose speciali che organizzate nonostante io faccia di tutto per aiutarvi. Ditelo che preferite i favoritismi e gli amichettismi di sorta!
Il problema sono io... ma per l'ennesima volta non mi viene detto cosa ho fatto... in cosa ho sbagliato.
E sto male... perché sarò condannata ad errare sempre nello stesso modo ed a venir allontananta ugualmente...

Mi sento come un condannato che percorre il miglio verde...
Constantemente giudicata da chi non sa nulla di me e di ciò che provo.
Constantemente circodanta da persone che vogliono solo sfruttarmi.
Constantemente con un padre che mi lancia cattiverie e mi alita sul collo.
Sono sull' orlo del collasso... non so quanto ancora reggerò e se lo farò...
Vorrei piangere... e sfogare tutto il dolore... e vorrei fuggire...
Non ho più fiducia in nessuno e non voglio più accanto nessuno...

Ultimamente mi ritrovo a riflettere sull'ineluttibilità della vita... il suo continuo scorrere... ed il suo finire.
Perché, in fondo, affannarci per raggiungere dei risultati? Per realizzarci? Se poi... il tutto ci verrà strappato dalla signora con la nera falce?
Lo so, è un concetto alquanto negativo il mio, ma nasce in seguito alle nuove scoperte, alle notizie che ricevo. Quella ultima è l'aver scoperto che l'ex fidanzato della mia migliore amica, una persona solare e sempre sorridente, non raggiungerà la vecchiaia perché affetto da un' orribile malattia: la sclerosi multipla. Ed ecco come i sogni, le speranze, i desideri di un ragazzo che a stento raggiunge i trent'anni vengono falciati via di getto, e dinanzi a lui si va lastrellando la nera strada della morte.
Perché? E torno a chiedermelo...
E mi guardo intorno, accendo la televisione, leggo i giornali e scopro che sempre più giovani lasciano questa Terra. Uccisioni, incidenti, e spesso, molto spesso, malattie mortali o gravi che di solito colpivano le persone anziane.
E' questo il prezzo da pagare per il benessere? Ci rendiamo conto che più il tempo passa più per noi giovani l'aspettativa di vita è importante se non essenziale? Sembra di essere tornati ai tempi dei romani quando era raro che un uomo raggiungesse i quarant'anni di vita. Le donne invece moriravano di parto prima ancora di aver raggiunto i trent'anni.
Ecco... mi sembra di essere tornata in quell'epoca con l'unica differenza degli eletrodomestici, il computer e vestiti più decenti.
Sembra assurdo ma è così...
Il nostro mondo è abitato da una massa enorme di persone anziane. Difatti anche il governo cinese è dovuto correre ai ripari. Vecchi... pieni di vecchi sempre più centenari grazie al miglior stile di vita ed alle medicine più utili rispetto alle vecchie cure alla nonna papera, fatte in casa. Ma i giovani... dove sono? I bambini?
In ogni famiglia nasce un solo bambino... averne due è già una novità. Sempre più giovani muoiono di colpo. E come faremo quando un giorno, seppur lontano, tutti gli anziani smetteranno di vivere e il mondo sarà abitato solo da un gruppetto sparuto di sopravvisuti?
I giovani dove sono per il ricambio?
Lo so che è un pensiero molto catastrofico ma... temo proprio che questo accadrà. Perché la storia si ripete e noi torneremo ad essere degli stolti romani che pregheranno Dio di riuscire a raggiungere il trentunesimo anno di età per festeggiare il primo anno di vita del nostro amato figlioletto, che si ritroverà senza padre e madre molto presto, costretto da solo a vivere, per poi morire alla stessa età dei suoi genitori.
Tutto questo mi terrorizza... ma non si può far nulla per evitarlo. Ed allora attenderò il mio destino, continuando a vivere, perché so già che ai sessant'anni non ci arriverò. Figuriamoci ai cento!

Domani compio ventiquattro anni...
Sono tanti... ma non sono qui per fare un bilancio della mia vita, poiché sono stati più i momenti brutti che quelli felici e non miv a di deprimere nessuno né di fare sterile vittimismo.
Sono qui per altro...
Vogliamo fare una scommessa?
Scommettiamo che questa sera alle ore 24:00 non riceverò gli auguri di mio padre? Fate le vostre puntate, dài! Io ovviamente ci scommetto tutto l'oro del mondo...
Vi chiederete perché tutto questo?...
Non c'è molto da dire. Mio padre non mi rivolge la parola da questa mattina. E sapete perché? Dài tirate ad indovinare... non vi viene in mente nulla? E sia... ve lo dirò io.
Semplicemente... ho osato non andare all'università quando lui me lo aveva quasi imposto. Perché dico quasi ? Perché ovviamente non è entrato in camera con un fucile puntato dettandomi tal volere. No... semplicemente mi è venuto a chiedere che intenzioni avessi per oggi. Ed io, che sono stupida sì, ma che conosco lui e le sue reazioni a determinati rifiuti per lui discutibili, ho dovuto solo rispondere: "Sì... andrò all'università." (Che poi non dovevo farci nulla. Parlare solo con il mio professore di tesi... ma il mio augusto genitore pretende che costringa quell'uomo a farmi laureare a fine luglio, quando ho ancora due esami da dare! Senza tener conto che magari mi sono fatta dei miei piani organizzativi... che magari vorrei laurearmi ad ottobre o giù di lì per stare più calma. No... l'uomo del monte ha deciso per sue comodità che debba essere luglio. Chi siamo noi comuni mortali per osare ribellarci??)
Ora... perché ho osato disubbidire? per ripicca? per cattiveria?? Oh no... signore e signori del pubblico! Una spiegazione molto più semplice. Non mi sono sentita bene. Una scusa, voi credete? Oh... la è anche ai suoi occhi!
Ma a me non importa... sono stata male tutto il giorno per quelle maledette mestruazioni che sono giunte in ritardo con il doppio del dolore. Fuori c'era un' afa terribile ed io soffro anche di pressione bassa. Avrei rischiato di sentirmi male per strada. Ma sapete? A lui non frega nulla... io potrei pure morire per strada... l'importante è che avrei fatto il mio dovere!
Mi accingo a passare l'ennesimo orribile compleanno. L' unica consolazione era il trascorrerlo almeno in allegria in famiglia. Anche questo mi è stato strappato... davvero... non so se ridere... o piangere fino a star male.
Che voi abbiate destini più felici...
