
«I viaggi sono i viaggiatori. Ciò che vediamo non è ciò che vediamo ma ciò che siamo»

Ho cambiato nuovamente template. Spero che questo possa piacere.
E' da tanto che non scrivo qui sul blog ma non avevo molto voglia di farlo. Non è corretto lo so, troppe cose però sono accadute e sinceramente non so da cosa incominciare.
Per riassumere direi che la laurea a dicembre mi ha fatto un bel saluto con la manina. E per questo devo ringraziare i miei fessi di relatori, e lo stesso professore, che prima annuiscono per i propositi e poi rettificano fregandoti.
Il fanculo direi che sia rigoroso e sacrosanto, soprattutto perché dopo questo loro bel comportamento, la voglia di mettermi a scrivere la tesi è scemata come un branco d' api.
Ma le disgrazie non vengono mai da sole. Pensavo che almeno avrei potuto trarre da ciò un lato positivo, un po' di calma e che almeno avrei potuto godermi le prefeste natalizie senza l' incubo pressante di esami e laurea in avvicinamento.
Ed invece no... perché evidentemente qualcuno mi odia...
Una settimana di ritardo mestruale. Raramente mi è capitato in passoto, ma converrete con me che dopo che mi è stato tolto un ovaio in seguito ad una cisti di venti centimentri, io sia non poco paranoica e timorosa di vedere anche l'ultimo ed unico ovaio venirmi strappato.
Non è dell'operazione in sé che mi preoccupo - seppur essa giungerebbe nuovamente in una situazione particolare della mia vita, che mi costringerà a dover rivedere i miei piani di laurea - quanto il pensiero di non poter avere figli. Diciamocela tutta. E' quello che più mi preme.
L' adozione esiste, questo anche è vero. Ma la sensazione di avere un bambino che ti cresce nella pancia e che crea con la propria madre un legame profondo e duraturo è un qualcosa impossibile da non desiderare.
E poi... io da sola non potrei adottare proprio nessuno, a meno che non sia figlia di qualche riccone. Ma così non è. Sono una semplice studentessa per ora, forse in futuro maestra, ma di certo non navigherò nell' oro.
E poi sarò da sola. Semmai divenissi sterile, quale uomo intelligente potrebbe desiderare di crearsi una vita con la sottoscritta, anche con tutto l'amore di questo mondo?
Lo vedo nel ragionamento dei miei zii. La fidanzata di mio cugino, loro figlio, ha problemi nel gene della crescita, con un' alta incidenza di sterilità o di dover trasmettere questi stessi problemi ai figli. E loro pensano che proprio per questo mio cugino dovrebbe lasciarla.
E' brutto da dire, ma comprendo anche il ragionamento dei miei zii. Mio cugino sarebbe destinato ad una vita matrimoniale difficile, con alti e bassi, con desiderio di avere figli, ma senza alcuna possibilità, o peggio con il crescere un bambino che non verrà mai apprezzato al cento per cento dalla società. Sono tutte cose che ad un genitore fanno male. Per questo dico che comprendo il loro ragionamento.
Come anche affermo il perché resterò da sola.
Già mi vedo... acida zitella che vorrebbe un figlio senza poterlo avere e per questo diventa astiosa ed antipatica con i bambini che potrebbero anche solo avvicinarla.
Che schifo di vita mi si prospetterebbe... una di quelle realtà che ho sempre odiato ma che sento pesare sul mio capo come la spada di Damocle.
Forse queste sono solo mie paure, magari il ritardo è dovuto ad altro, o al massimo ad una piccola cisti facilmente eliminabile. Ma... non sono mai stata così fortunata in questa mia piatta vita... sono ormai abituata a pensare al peggio...
