
«I viaggi sono i viaggiatori. Ciò che vediamo non è ciò che vediamo ma ciò che siamo»

Le vacanze sono finite... ed io torno qui a scrivere per fare un secondo bilancio di come esse siano andate.
Tralasciando la mia sempre evidente fortuna che mi ha portato ad avere la febbre proprio mentre partivamo per tornare a casa (e per ciò devo ringraziare il mio caro fratello che inseriva il condizionatore a palla per tutta la casa e la pioggia improvvisa dell'ultimo giorno a causa della quale mi sono bagnata COMPLETAMENTE i piedi - indossavo solo degli infradito, potete quindi immaginare - ghiacciandomeli in seguito quando sono entrata nella pizzeria sempre con l'aria condizionata!) che mi ha tediato per tutto il sabato e la domenica, ho atteso alcuni giorni prima di tornare a scrivere, un po' per pigrizia, un po' perché sono ancora reduce dal raffreddore (ora ho solo una di quelle tossi capaci di far vibrare i vetri delle finestre -__-).
Le vacanze su per giù sono andate bene. Mi sono però limitatamente rilassata. Ho fatto solo un giorno effettivo di mare, anche se più volte sono andata sulla spiaggia a prendere il sole. E' già tanto considerando il mio odio per la sabbia e la spiaggia in sé. Inoltre gli ultimi tre giorni il brutto tempo ha fatto da padrone ed il mare era quasi sempre agitato. Per fortuna quest'anno hanno evitato di stressarmi esageratamente sul partecipare oppure no ai vari divertimenti. Si sono anche resi conto che ho pur sempre ventiquattro anni e che non sono più una bimbetta che deve per forza socializzare. Che poi l'unica fonte di divertimento erano i miei cugini, di poco più piccoli rispetto a me per età.
Ci credereste se vi dicessi che erano più pigroni di me?! Solo una sera su sette avevano organizzato un' uscita fuori dal villaggio in cui eravamo ospitati. Tutte le altre volte si erano ben guardati di rimanere in casa. Si svegliavano alle 13:00, non andavano a mare, il pomeriggio giocavano a play station e la sera si riunivano o a casa loro o a casa nostra per giocare a carte o a risiko.
Ovvio che con un tale scenario preferissi restare a casa mia a leggere il buon vecchio King ed a ridere con i miei zii e le loro avventure/disavventure con le carte da gioco. Mi dispiaceva lasciare mia cugina da sola con il branco di uomini (i miei cugini e mio fratello ovviamente) ma con lei c'era anche il fidanzato e di certo volevo evitare di fare costantemente il terzo incomodo. Mi scocciava star seduta su una sedia a veder loro giocare sempre a play station e parlare con mia cugina è bello ma poi... gli argomenti finiscono e cala il silenzio.
Che poi... ritrovarsi da soli con una coppia che incomincia a discutere non è una cosa tanto bella. Sono abituata certo a vedere i miei genitori o gli zii farlo, ma è diverso. Di solito loro tendono a discutere di cose generali o su particolari situazioni conosciute da tutti. Ma una coppia di fidanzati tende maggiormente a litigare su cose per lo più private. E vi giuro che è oltremodo imbarazzante trovarsi nel mezzo di una scentata di gelosia o con due fidanzati che si tengono il broncio perché magari uno dei due ha fatto tardi all'appuntamento. Cala una tensione che neanche con il coltello si riesce a tagliare, e cercare con battutine di stemperarla è inutile. Anche perché in tali casi si preferisce non intervenire per non sentirsi dire: "ehi... non sono affari tuoi"
Da ciò si evince che mia cugina ed il suo ragazzo discutevano spesso. A volte anche per emerite sciocchezze. E che tedio ritrovarmi entrambi con bronci e borbottanti. Ed è anche per questo che ho preferito stare per conto mio...
Ci sono stati anche dei momenti di sconforto durante la vacanza; momenti in cui desideravo prendere il primo treno e tornare a casa. Ma alla fine sono riuscita a superarli, in fondo era solo una settimana...
Ed ora sono qui... con il pensiero che devo riprendere a studiare per l'ultimo esame che ho a settembre. Riuscirò finalmente a darlo, o slitterà tutto di nuovo...? Non lo so... ma come Rossella O' Hara... per ora non voglio pensarci!
