
«I viaggi sono i viaggiatori. Ciò che vediamo non è ciò che vediamo ma ciò che siamo»

Piove!
Siamo alla fine di Maggio... e piove!
Oh be', non me ne lamento di certo. Amo la pioggia, il suo particolare odore di fresco e pulito, amo quando scivola con quel modulato ticchettio sui vetri delle finestre ed i tessuti tesi degli ombrelli. Amo quando il cielo si scurisce ed il vento agita le tende della mia camera con forza.
E' un paesaggio alquanto gotico, che mi affascina. In particolare mi colpiscono le giornate uggiose estive, nei mesi di luglio e di agosto, gli ultimi giorni, quando si hanno i famosi temporali estivi.
Ricordo che molte volte mi è capitato di passeggiare dopo un temporale fra le stradine dei paesini di villeggiatura, respirando quell'odore particolare di bagnato che adoro letteralmente, mentre il frescolino generato dalla pioggia sfiorava il mio corpo, coperto da un leggero vestito. Quel placido freddo mi piace, mi inebria e mi rende felice.
Amo quindi la pioggia... forse perché sembra spazzare via simbolicamente i dolori ed i tormenti. E poi... be'... in estate rinfresca l'aria e ciò non può essere altro che un bene!
Che dire poi di quando il vento sembra scatenarsi con una tale forza da riuscire quasi ad alzarti da terra?
Capisco che non sia una cosa simpatica da vivere, ed infatti non la auguro a nessuno, ma amo osservare le forze della natura in atto.
Ella, forte e potente che mai si fa piegare e che ogni tanto, determinata, mostra all'uomo chi davvero comanda in questo mondo; ci fa capire che siamo solo inutili esseruncoli, ai quali la Grande Madre Natura ha concesso di vivere.
Perché si sa... la distruzione totale che una catastrofe naturale può apportare, supera mille e mille volte l'odio e la violenza insita nel cuore dell'uomo.
La Natura è vita, forza e possanza!

Un nuovo template.
Perché credo ne sentissi l'esigenza. Non che quello di prima fosse orribile (anzi... ad essere sinceri visivamente era meglio di questo) ma mi ha colpito l'immagine che unisce due miei amori: il Giappone ed i fiori di pesco.
Per il resto... non voglio stare qui a parlare di come sta andando la mia vita, degli esami mancanti che mi stressano e spaventano, della laurea che vedo sempre più lontana... di persone a me care che non stanno per niente bene...
Voglio discutere di ben altro; di mere sciocchezze, di quisquiglie, di gingillaggini (so che non esiste questo termine, ma mi piace XD). Desidero poter parlare di ciò che vorrei fare in questo momento.
Vorrei scrivere...
Scrivere per liberarmi la mente. Una storia, una sorta di romanzo, tentando magari in futuro di pubblicarlo.
Ma mi conosco... mi conosco fin troppo bene! Sono una persona incostante e spesso e volentieri esageratamente pigra. Molti miei progetti sono andati in fumo proprio per questo. Quanti blog ho dato alla luce ed ho visto morire poco dopo; quanti forum ho creato per buoni propositi e li ho visti crollare come castelli di sabbia. Un po' per colpa di altri che mi hanno abbandonato, un po' a causa mia... e della mia incostanza.
E' il peggior difetto che ho ed a causa del quale ho difficoltà anche a studiare o laurearmi. Molti miei coetanei stanno già seguendo la specialistica... io no perché ho perso tempo e continuo ancora a farlo.
Ed ora che ho questa forte esigenza, e miriadi di idee che mi frullano nella testolina, non ho il coraggio di mettere nero su bianco. Temo, forse, di mandare all'aria anche questo progetto... e vegeto, soffrendo, in questo limbo di desideri non espressi o esauditi.
Cosa mi ferma, in fondo? Il pensiero di non avere idee solide ed originali? Il pensiero di non essere troppo all'altezza di uno scritto? La consapevolezza di possedere uno stile di scrittura arido e troppo dettagliato, che tende ad annoiare il lettore? Cosa mi blocca...?
Ho mille risposte a queste domande... mille risposte tutte differenti ma importanti.
Invidio coloro che la scrittura ce l'hanno nel sangue. Che da una sola parola rescono a creare un mondo meraviglioso di immagini e sensazioni, riuscendo quasi sempre a terminare ciò che si erano prefissati.
A tali persone va la mia stima, il mio rispetto... e sì, un po' della mia invidia.
Mi consolerò con la grafica. Un nuovo amore, se così la si può definire, che mi permette di spaziare con l'immaginazione. Abbastanza immediata anche rispetto ad uno scritto, in cui non dobbiamo sottostare a null'altro se non a noi stessi ed ai nostri limiti.
Almeno lei... mi rende un po' felice.
